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"Orgogliosi di essere Italiani"

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Bisogna dare fiducia al bio che conquista l’Europa

Author: Ticiano Sgarbi/venerdì 9 febbraio 2018/Categories: BLOG, IMPRESA, HOME (direct)

Il biologico conquista sempre più i mercati: dal 2015 il boom di certificazioni. A dicembre 2017, secondo la rilevazione di Accredia, Unioncamere e InfoCamere, risultano attive oltre 59.400 aziende biologiche. Impennata nell’ultimo triennio con oltre 24mila ingressi nel sistema di certificazione.

Il biologico sta rivestendo un ruolo sempre più importante nel rilancio per molte aziende del settore agro-alimentare. Per questo è importante capire che mentre nell’agricoltura tradizionale le imprese chiudono i battenti, nel settore bio si assiste invece al proliferare di aziende dalle dimensioni minori ma che grazie all’agricoltura biodinamica e alla qualità dei prodotti, riescono a competere con successo sul mercato. Non è un caso che l’81% del campione mappato operi direttamente nel settore agricolo (circa il 7% nel commercio). Per questo motivo, e non solo, dobbiamo impegnarci ancora di più per far valere all’estero la buona qualità dei nostri prodotti, ben etichettati e spiegati.

Il termine BIO, recentemente salito alla cronaca anche con qualche imprecazione dovuta all’introduzione negli Iper e supermercati dei sacchetti a pagamento per la spesa della frutta, non deve intendersi solo come mero termine da etichetta, bensì come nota sigla per la salvaguardia dell’ambiente e della sua fertilità naturale. Un modo di operare, questo, che favorisce l’esclusione di prodotti di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e di organismi geneticamente modificati (Ogm).

La certificazione biologica verifica la conformità del prodotto ai requisiti fissati per la certificazione, alle norme tecniche volontarie o ad altri riferimenti normativi. Questo strumento di tutela è stato al centro di importanti interventi a livello europeo, soprattutto dal 2007 in poi.

Un’analisi reale sulla realtà BIO, vede tre soggetti strettamente legati tra loro: i consumatori, più attenti alla salute e all’ambiente. La domanda in crescita di prodotti biologici. La sensibilità delle aziende nei confronti di processi produttivi naturali. Sono questi i tre fattori che semplicemente, senza esasperazione, stanno trainando l’espansione del mercato biologico anche in Italia, dove ormai si contano 60mila aziende certificate. Un fenomeno concentrato nel Mezzogiorno con una predominanza nel settore agricolo. La fotografia della mappa, è quella realizzata da Accredia, Unioncamere e InfoCamere che hanno siglato un accordo per garantire maggiore trasparenza al mercato e ai consumatori.

A inizio dicembre 2017 si contano oltre 59.000 aziende in possesso di una certificazione biologica. Di queste, 24mila (40% del totale) sono entrate nel sistema di certificazione nazionale negli ultimi tre anni. Numeri e crescita che ben si sposano e prendendo sempre più piede nel nostro Paese.

La maggioranza delle imprese è situata al Sud (56%) seguito dal Nord-Italia (23%) e dal Centro (21%). Anche scendendo nel dettaglio regionale si nota una certa concentrazione, con il 56% delle imprese certificate sparso in sole cinque regioni: Sicilia in testa (16%), Calabria (13%), Puglia (12%), Toscana ed Emilia-Romagna (entrambe attorno al 7%). Le prime 10 province per numero di aziende certificate sono tutte del Meridione. Il settore biologico italiano, ricordano i tre enti promotori della mappa bio, si è fortemente trasformato e irrobustito negli ultimi anni: da tendenza rivolta a mercati di nicchia a vero e proprio stile di vita per milioni di consumatori.

Le aziende che oggi realizzano esclusivamente una produzione bio sono oltre 44mila (75% delle certificate), posizionate in prevalenza fra la Sicilia e la Calabria. Circa 6.500 operano come società di capitale, il 90% delle quali risulta come Pmi con un volume d’affari uguale o inferiore ai 50 milioni di euro. Più della metà (55%) rientra invece nella definizione di microimpresa (fatturato non superiore ai 2 milioni di euro).

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